La suggestiva Chiesa Blu di Bratislava
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La suggestiva Chiesa Blu di Bratislava

Giochiamo a carte scoperte: Bratislava non ci è piaciuta. E’ stata una città che ci ha deluso non solo perché non era all’altezza delle nostre aspettative ma perché non ci ha emozionati. In effetti questo post è un po’ una sfida. Scrivere di un posto che non mi è piaciuto parlando delle cose negative o pensare bene cosa di quel posto mi ha colpita? Penso sempre che non si è realmente pronti per tutti i viaggi che facciamo. Ho già vissuto questa sensazione quando sono stata a Praga la prima volta ne rimasi delusa. Poi a distanza di 10 anni visitarla di nuovo mi ha entusiasmata.

 

Lo stesso beneficio del dubbio lo concedo a Bratislava e siccome in ogni città c’è sempre qualcosa che colpisce positivamente (pensiamo alla perla nella cozza ndr) ci ho riflettuto sopra e ho deciso di parlarvi di una vera e propria perla che si trova nella capitale della Slovacchia.

 

La Chiesa di Santa Elisabetta ( Modry Kostol  il suo nome in slovacco ), costruita nel 1911 e conosciuta più comunemente come Chiesa Blu è una bomboniera costruita in stile art nouveau e i suoi colori sono il bianco è l’azzurro del cielo. Non a caso questa Chiesa viene scelta per i matrimoni. Il suo aspetto dicono ricordi anche una torta finemente decorata ed è così.

 

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Al suo interno vi è un mosaico che raffigura l’apparizione delle rose, il miracolo attribuito a Santa Elisabetta. La Santa, nata nel 1207 nel Castello di Bratislava era la figlia del re Andrea II. Elisabetta sposò Ludwig, un principe tedesco  di Turingia  e si trasferì subito in Germania dove si prodigò ad aiutare i poveri. Rimasta vedova, scelse di non tornare alla casa natale ma di rimanere presso la famiglia del marito. I suoi parenti non apprezzavano la sua vita e le sue azioni caritatevoli, era infatti costretta a nascondere il pane per i contadini sotto il grembiule. Un giorno venne scoperta mentì dicendo che nel grembiule c’erano solamente delle rose e quando le fu intimato di aprire il grembiule e far vedere cosa ci fosse, miracolosamente il pane si tramutò in rose. Elisabetta venne comunque cacciata dal castello e si trasferì a Malburg dove contribuì alla costruzione di ospedali diventando francescana. Morì all’età di 24 anni ma anche dopo la sua morte avvennero altri miracoli.

 

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La Chiesa, ad una sola navata, fu progettata dall’architetto ungherese Ödön Lechner. Esternamente è presente un campanile cilindrico alto circa 36 metri, sormontato da una cupola. E’ decorata con maioliche luminose (sul tetto le maioliche sono blu) e in alcuni punti sono presenti anche degli specchi.

 

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Le bellissime piastrelle provengono dalla città di Modra. Oltre al colore, particolare anche il mosaico circolare sul portale d’ingresso sempre riferito al miracolo delle rose di Santa Elisabetta. All’interno il colore azzurro  è dominante assieme al bianco intervallato da elementi color oro.

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